Podere Poggio Scalette - Capogatto 2010 Ml. 750

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Tipologia
Vino Rosso/Vino/Rosso

Formato
Ml. 750

Corpo
Di Corpo

Passaggio in botte
Da 18 a 24 mesi

Quantita' disponibile
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Premi e riconoscimenti

Ideale con

Carni Rosse  Formaggi Stagionati

Cantina




Il Podere Poggio Scalette diventa una azienda vitivinicola autonoma nel 1991, quando Vittorio Fiore e sua moglie Adriana Assjè di Marcorà acquistano sulla collina di Ruffoli, nel Comune di Greve in Chianti (Firenze), nel cuore della zona di produzione del Chianti Classico, alcuni appezzamenti di terreno ed un fabbricato rurale provenienti da una divisione ereditaria e cessione di vari beni immobili, fra cui case coloniche, terreni a vigneto, oliveto, pascolo e boschivi, pressoché abbandonati ormai da anni, dopo la morte del vecchio proprietario.
Territorio
La cittadina di Greve in Chianti prende il suo nome da quello di un piccolo fiume (la Greve, come viene chiamato dagli abitanti del posto), che la attraversa e le cui sorgenti si trovano sulle colline che sovrastano questo piccolo borgo medievale, uno dei più importanti centri storici della zona di produzione del Chianti Classico.
Il versante della valle della Greve, nel tratto tra il capoluogo e la frazione di Panzano, che guarda ad ovest (collina di Ruffoli), è considerato unanimemente uno fra i luoghi più felicemente predisposti alla coltivazione della vite e dell'olivo, per ricavarne le massime espressioni qualitative ed ottenerne così i grandi vini dell'area del Chianti Classico e lo stupendo olio extravergine di oliva.
"Alta Valle della Greve" è l'IGT (Indicazione Geografica Tipica) con la quale vengo designati i primi vini prodotti dal Podere Poggio Scalette, che ricade in un'area ristretta fra Panzano e Greve in Chianti, al centro della più ampia zona di produzione del Chianti Classico.
In una fascia che si estende fra i 350 ed i 550 m s.l.m. si trovano i vigneti e gli oliveti del PODERE POGGIO SCALETTE, che prende questo nome proprio dalla conformazione dei pendii collinari, caratterizzati soprattutto dalla presenza di meravigliosi muri di pietra costruiti a secco, per sostenere terrazze di tutte le dimensioni, sulle quali la vite e l'ulivo si alternano a seconda delle caratteristiche del suolo e che da lontano danno l'impressione di una serie di piccole scale che si arrampicano sui pendii della collina di Ruffoli.
Vigneti
Su queste terrazze e su un ampio appezzamento di terreno, chiamato dai contadini del posto il Carbonaione, si trovano le viti di Sangiovese che si è scoperto sono state le prime viti piantate nel decennio che seguì la fine della prima guerra mondiale (1915-1918), dopo la distruzione della maggior parte dei vigneti europei, causata dalla Fillossera verso la fine del 1800.
Si tratta, dunque, di vitigni che hanno raggiunto la veneranda età di oltre 80 anni e che costituiscono, senza dubbio, uno dei rarissimi (se non l'unico) esempi di vigneto toscano di questa età, costituito in prevalenza da un importante componente della grande famiglia del Sangiovese, conosciuto con il nome di Sangiovese di Lamole, che ha avuto origine nel territorio del Chianti Classico.
A questo primo nucleo costituito da circa 5 ettari, se ne aggiunge un secondo, nel 1996, costituito da vigneti di Sangiovese, messi a dimora negli anni '60 e '70, per altri 5 ettari.
Negli anni 2000 si è proceduto all'impianto di nuovi vigneti, per arrivare - nel 2007 - alla superficie totale a vigneto di circa 15 ettari. Di questa superficie, poco più di un ettaro è registrato come IGT "Alta Valle della Greve" Rosso, con una piccola porzione di Bianco, costituita da Chardonnay, mentre il resto delle superfici a vigneto è registrato come Chianti Classico DOCG.
In questo contesto, nel corso della messa a dimora degli ultimi vigneti, costituiti per la maggior parte da Sangiovese, si è proceduto anche all'impianto di una piccola parcella di Merlot (5.000 m2 nel 1996), che darà vita al vino Piantonaia, nonché di 4 filari costituiti rispettivamente da Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Merlot (1.000 viti di ciascun vitigno, messe a dimora nel 2004), da cui si ottiene il Capogatto, mentre in un'altra microarea vengono messe a dimora circa 1.500 piante di Chardonnay, dalle quali si ottiene il Richiari.
Capogatto
E' il vino-sfida voluto da Jurij Fiore, Enologo di formazione tutta borgognotta, che si cimenta in questo caso con uve del tutto bordolesi. Un risultato semplicemente eccellente, e cioè un vino dalle note raffinate e complesse al naso e dalla vena suadente, vellutata ed austera al palato.

Maggiori Informazioni
Produttore Podere Poggio Scalette
Annata 2010
Formato Ml. 750
Corpo Di Corpo
Maturazione 18 mesi in barriques da 225 litri, si affina in bottiglia 8 mesi, minimo
Passaggio in botte Da 18 a 24 mesi
Colore Rosso rubino intenso
Profumo Un vino dalle note raffinate e complesse al naso
Aromi Erbaceo, Floreale, Fruttato, Speziato
Sapore Dalla vena suadente, vellutata ed austera al palato
Temperatura 16°-18° C.
Descrizione uvaggio 25% Merlot, 25% Cabernet Sauvignon, 25% Cabernet Franc, 25% Petit Verdot
Contiene solfiti
Zona Toscana
Abbinamenti Carne Alla Brace, Selvaggina, Formaggi Stagionati
Ideale con Carni Rosse, Formaggi Stagionati
Denominazione Toscana IGT
Biologico No
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