- -5%




Carni Rosse
Formaggi Stagionati
In una delle zone più affascinanti e vocate del territorio del Chianti Classico, in prossimità della frazione di Monti in Chianti, a circa 7 km a sud di Gaiole, si trova l’azienda Rocca di Montegrossi il cui proprietario, Marco Ricasoli-Firidolfi, è un discendente della famiglia che ha scritto la storia del territorio e del vino Chianti. La cantina, si trova nelle vicinanze della Pieve Romanica di San Marcellino. L’estensione totale dell’azienda è pari a 100 ettari dei quali, 20 coltivati a vigneto, 20 ad oliveto ed il resto a bosco.
VIGNETO
tutti su terreni collinari con dolci declivi, di origine calcarea, di medio impasto e con esposizione a sud e sudest,si trovano ad un’altitudine fra 340 e 510 metri s.l.m.
I vitigni coltivati sono quelli tipici della zona chiantigiana, ai quali si è aggiunta una piccola percentuale di varietà alloctone.
La varietà maggiormente rappresentata è il Sangiovese con 13 ettari, segue il Merlot con 2,5 ettari mentre Canaiolo, Colorino, Pugnitello, Cabernet Sauvignon e Malvasia Bianca del Chianti contano su un totale di 4,5 ettari. Le densità di piantagione passano da 3.300 piante ad ettaro nei vecchi vigneti allevati a cordone speronato orizzontale unilaterale, a 5.208 e 6.211 piante ad ettaro negli impianti più recenti che sono allevati sempre a cordone speronato orizzontale, ma bilaterale.
CANTINA
La cantina di Rocca di Montegrossi è concepita per consentire a Marco Ricasoli Firidolfi e ad Attilio Pagli, enologo consulente,
di lavorare al meglio e in modo sostenibile le proprie uve.
Coerentemente con la coltivazione biologica e l’attenzione ambientale, la cantina è concepita in modo tale da autoprodurre parte del riscaldamento grazie a pannelli solari mentre trae l’energia elettrica unicamente da fonti rinnovabili (certificazione RECS
International).
Dal punto di vista funzionale la cantina nasce per preservare la qualità dell’uva unendo le tecniche tradizionali con il meglio che la tecnologia
di oggi è capace di offrire: dalla diraspatrice orizzontale alle vasche di cemento vetrificato fino ai tini troncoconici di
rovere di Allier, termocondizionati e dotati di follatore pneumatico computerizzato.
Per la maturazione dei vini sono impiegate tini, botti e barriques di rovere che vengono utilizzate in proporzioni variabili a seconda del tipo di vino e delle caratteristiche dell’annata.
Infine fiore all’occhiello dell’azienda è la vinsantaia a cui sono dedicati i locali a tetto, ventilati naturalmente. Qui in un’ampia sala di circa 90 mq sono sistemate 160 reti mobili appoggiate su rotaie alle quali vengono appesi i grappoli, controllati e selezionati poi ogni 10 giorni fino al completo appassimento che termina in febbraio dell’anno successivo alla raccolta. Il poco mosto ottenuto viene immesso in piccoli caratelli di legni diversi.
Scheda tecnica
Potrebbe anche piacerti